Presentazione Artista

                     

Al Maestro Ermanno Leso.

Recensione a cura dello storico e critico dell’Arte Francesca Mezzatesta
(Tesoro Umano Vivente dell’UNESCO per le Arti)musadellarte@gmail.com

ERMANNO LESO vive e lavora a Villafranca di Verona, attratto alla tecnica del disegno dal vero e soprattutto dello studio anatomico del corpo umano, nel 2000 approfondisce la sua conoscenza artistica attraverso l’apprendistato presso il M° Sergio Cappellini. Da quel momento e ancor oggi, dedito ai suoi corsi di scultura, si pregia dell’esperienza e stima ottenuta dal Maestro che assiduamente ancora frequenta nel suo atelier. Appartiene alla Società Belle Arti di Verona , del Gruppo A. Nardi – Amici dell’arte , della Fondazione Verona per L’Arena Sez. Arte. Ha frequentato la Scuola d’Arte P. Brenzoni nel corso di scultura del marmo, conseguendo l’attestato del triennio con particolare menzione della giuria per i lavori di grande pregio eseguiti. Il suo amore e passione per la scultura e il modellato, si approfondiscono, grazie al Grande Maestro Sergio Cappellini, che lo instrada alla conoscenza dei materiali e delle tecnologie. Presto in Ermanno Leso erge la sua intensa capacità espressiva, che diviene transfert di emozioni e sensazioni oltre che ricerca metodologica. Le due immagini della realtà si fondono tra loro, quella che alberga nel sub-terraneo e che riaffiora di impulso e appartenente alle zone più profonde dell’“Io”, e l’altra, guidata da quell’oggettiva presenza che viene riconosciuta come realtà. Ciò causa una sfida nel ritrovamento, di quelle parti separate dall’unità dell’immagine, in cui la risoluzione è nell’ “attimo”, archetipo non nell’astratta mediazione. Luce e materia, sostanza della scultura, evidenziano l’elemento di armonia della vita, l’attimo eterno, sospeso tra immagine e plastica forma scultorea, possibilità perenne, segreto mirabile di faticato, sofferto ma di equilibrio.
Lo scultore veronese riesce a trasportare con la sua scultura all’osservatore le emozioni e il suo pensiero (prerogativa filosofica su cui si incentra , esalta ed armonizza le sue motivazioni estetiche). La sua scultura media lo spazio circostante e con la sua forza riesce a tratti ad annullarlo e ne assume quel miracolo sublime, attraverso il suo processo intellettuale e non solo creativo. La sua opera assume un ruolo spirituale che vince per il suo potere di coinvolgimento alla riflessione contemplativa. Un linguaggio estetico che rinnova nel contemporaneo con stile personale “invaso di quella scintilla divina”, quell’attimo in “aplombè”, in sospensione, che rapisce così come il filosofo dell’ermeneutica “H. George Gadamer” sostiene che “il rapporto con le opere d’arte non deve lasciare meri spettatori, ma coinvolgere sino in fondo”. Le opere di E. Leso talvolta manifestano un olimpica bellezza delle forme e trovano la ragion d’essere nell’indagine dell’uomo con sé stesso ma anche l’esterno universale, di quell’ognuno nel “tutto”. Lotta che viene espressa da un modellato all’altro, attraverso la manifestazione della forza della sua materia tra spinte e contrapposizioni , contrazioni di un crogiolo e a un tratto estensione plastica, tensione e moti elastici , narrazioni molteplici e simboliche, sentimenti intimistici tra figure in completa solitudine dalle forme eterne di mnemonici archetipi fidiani, che poi può trasformarsi in passione di fuoco , rappresentato dalla stessa materia fusa del bronzo, in slanci di plastiche Rodeniane. Carezze della luce scivolano negli incarnati levigati e graffi dei moti più profondi in altre, l’artista si completa nelle sue tematiche, in cui attraversa la molteplicità dei sentimenti tra l’ opporsi e il compendiarsi, tra l’eburneo e l’oscurità del sentire e del vivere, del piacere e della sofferenza, dalla forma riassunta piramidale delle pose degli uomini seduti, alla sintesi dell’unicum di una coppia stilizzata che si bacia, sino alla sfera palese pesantemente portata sulle spalle dell’uomo come un globo cosmico metaforico, nella ricorrente poeticità ieratica che si traduce in espressione corporea e da cui trasuda dal liscio e riflesso, che dall’esterno cede le tensioni muscolari, il pulsare di vene e il mistero dei sensi. Rimandi all’ introspezione di membra e respiri, all’attraversamento nell’interiorità dell’essere, messi a nudo, esattamente come “quei” corpi quei volti ovali senza capelli che sintetizzano l’essenza dell’amore che vince con dolcezza sorprendente alla “guerra degli opposti” attraverso la sua arte, uomo o donna, uomo e donna, mappa geografica ognuno in fondo con un “vero” volto o corpo, che supera la superficie della pelle, i suoi colori che sprofonda oltre, all’infinito , senza né un sotto né una superficie ma solo l’abisso più nobile dell'”anima”, dell'”animus”, dell'”animae” . Eleganza e flessuosità conferita nella fierezza di ogni sua figura, che rimuove dal gelido bronzo o dal ghiaccio del marmo, sussurrandone l’eco dei significati autentici dell’autore, dove l’apollineo lotta con il dionisiaco. Un godimento dello sguardo che fonde un tripudio di pulsioni prorompenti , nella sua continua ricerca e indagine scultorea nella pienezza culturale e artistica che nella contemporaneità in cui Ermanno Leso sembra ergere, detentore di abilità artistiche e contenuti intellettuali e spirituali in un dialogo sempre rinnovato e in legittima ascesa, impegnato nel suo lavoro ricco di dialoghi provocatori, che mai ostentano, ma che riescono a distinguersi nel panorama artistico con un “allure” congeniale alla sua grande personalità, sensibile agli eventi del suo tempo. “E’ cosi che l’attimo si configura in presenza e la presenza si dona nella sua sembianza eterna e immutabile, non più prigioniera del tempo e della morte”.(E. L.)
Dott.ssa Francesca Mezzatesta

                Ermanno leso  Fa parte della Ermanno 2 rid fir  Società delle Belle Arti di Verona, del  direttivo del Gruppo Antonio Nardi – Amici dell’arte e della Fondazione Verona Per L’Arena – Sez. Arte. Ha frequentato la ” Scuola d’Arte marmo Paolo Brenzoni” docente Cavaioni Matteo

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