“ATLANTE-2015”

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ERMANNO  LESO – PRESENTAZIONE OPERA : “  ATLANTE  2015 ”

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Promuovere l’arte in senso reale e soprattutto onesto, non è cosa da poco. Comporta infatti impegno, progettualità dell’idea finalizzata, una passione orientata ad una scelta che in questo caso si eleva a sogno concettuale-visionario, avente per coscienza i prodromi della quarta dimensione della forma : lo sviluppo sulla filiera introspettiva della successione dei livelli di coscienza, sacrificio, oculatezza nella qualità e divulgazione. Questa dimensionalità

recepibile per Ermanno Leso, che lo eleva a una visionarietà formale, vissuta e “raccontata” con intreccio di sensazionI  e sentimenti, guida la gestualità della mano alla propria espressività, catalizzata da forti emozioni. L’opera “Atlante-2015” ha come tema un presente che è già passato… , perchè paradossalmente non è l’orma del piede umano, o il mito conseguenziale del castigo, che può affiancarsi alla nostra epoca,ma l’impronta tridimensionale di un manufatto che lega l’uomo del presente all’attuale mondo tecnologico

e cibernetico (relativismo). Se da un lato rivela il progresso tecnologico raggiunto nella sua evoluzione, dall’altro, svela in ambito umano-sociale, qui nell’opera, la causa della sua rovinosa prevedibile caduta. L’assenza di valori spirituali, indicatori e filtri del valore regressivo della coscienza, inteso come fusione all’illusione del mondo duale, una corsa all’io centripeto oggettivante, all’arroganza della scienza fondante il confronto nella sperimentazione sensoriale. La testimonianza scultorea di Ermanno, ci rappresenta l’uomo della contemporaneità, riflessivo al limite della esasperazione nella superba ricerca con l’utilizzo della sola ragione, retaggio dell’Illuminismo e delle filosofie del pensiero cartesiano…, all’approssimarsi del capolinea di un disastro eco-ambientale antropcentrico nell’insopportabile vuoto. interiore, metafora e simbolo dell’assenza spirituale o meglio della sua sconfitta, dinanzi al degrado morale globale E all’inquinamento mentale  dovuto ai veleni

del proprio io-possessivo! Il mito di Atlante che per punizione di Zeus regge con gravità il mondo, è simbolo di un archetipo antico che è già presente destinato per il futuro,  ad accoglierne l’eredità di un mondo lacerato e spaccato in due parti: la metafora del dualismo degli opposti, racchiudente il simbolo di un rovinoso contesto socio-politico.culturale, nel senso della corruzione e dell’inquinamento delle menti impegnate a rincorrere feticci del successo, totem del dogma scientifico, e idoli pagani delle ricchezze. Verità sono quasi sempre indice di relativismo …, difficilmente coincidono con la realtà univoca. Nell’opera simbolo e simbolismo si,confrontano solo quando cuore e testa si alleano amichevolmente…, il simbolo racchiude come il Dna verità nascoste non dette… ai duri di cuore, il simbolismo diventa tale quando i dati di senso sono interattivi con l’introspezione…, la rivelazione dell’anima, il mondo sommerso degli archetipi umani e il subconscio specchio delle estreme interiorità, con gli elementi spirituali. L’opera in marmo rappresenta anche nella sua sostanza materiale… la durezza dei cuori… e la metafora del mito che si rinnova quale attualità della superbia destinata al traguardo della sconfitta e ripiegata su stessa a riflettere sui propri mali, con il conseguente supplizio di reggerne le conseguenze…, nel

mito presentato nell’opera, la dura forza peso di una responsabilità schiacciante, ottimamente rappresentata nel diagramma plastico dei simboli.

La mente umana qui è protagonista delle sofferenze del mito…, secoli di sovrastrutture mentali chiamate verità scientifiche e dogmi inamovibili del potere dissoluto, giunte  a noi come terreno di cultura… e di polimeri errori che si ripeteranno all’infinito…, solo l’uomo coraggoiso, l’uomo della pace, colui che pone la ricerca a un passo…oltre il dogma…, con

il coraggio dell’innocenza del vedere la realtà con l’occhio del bambino, potrà rimuovere stratificazioni intoccabili dell’attuale progresso senza coscienza contemporaneo. Per l’artista il simbolo nell’attualità del mito di Atlante ci presenta la grave situazione contemporanea, con il rischio di un non ritorno, una narrazione  che ci coinvolge facendoci riflettere sulla rimozione della centralità della persona umana.., in nome dell’orgoglioso progreso! Tutto il resto è storia… della scienza da Bacone al digitale…  Leonardo da Vinci “L’uomo universale”, la pensava diversamente… come altrettanto Paracelso e altri savi della ricerca cosmica. La sua non era solo una ricerca meccanicistica del provando e riprovando…, ma un gentile sincero amore per la Natura… – oggi corrotta e ferita – per capirne le sue leggi in sintonia con l’armonia universale.  Una missione segreta la sua ? Certamente, dell’umano sulla via della perfezione… in sintonia di vibrzione con le leggi di un Creatore, di cui si è persa la memoria, per la mutevolezza dei sentimenti, il tempo e il succedersi delle Ere che hanno lasciato tracce sulla superficie, ma nulla è stato intaccato di quelle testimonianze dalla fatica pensosa del moderno Atlante, denunciando l’incapacità dell’uomo a imparare dalla storia, quel benefico scandaglio nella coscienza umana, cui geni come il Da Vinci e l scuola del neoplatonismo fiorentino, suo contemporano trasse con le radici, la linfa di ogni tempo… , del suo pensiero idealista e alla sua metamorfizzazione in cieli densi di traguardi del vero progresso e del bene, come nelle arti…, così ben compreso da Ermanno Leso.

ALFREDO PASOLINO – DIAPASON CONSORTIUM – EXPOMI2015 – CONSIGLIO D’EUROPA

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